Cinque sigle, tre famiglie, una regola: più è piccolo, meno si vede e meno spazio c’è per batteria e connessioni.
Interamente nel canale uditivo. Nessuno lo vede. Quasi sempre a pila, poco spazio per Bluetooth. Per perdite lievi e medie, e canali abbastanza larghi.
Su misura nella conca dell’orecchio. Si intravede il guscio color pelle. Più autonomia, comandi sul guscio, spesso ricaricabile.
Dietro l’orecchio con un filo sottile e un ricevitore nel canale (RIC) o un tubicino (BTE). Il più completo e potente: ricaricabile, Bluetooth, per tutte le perdite.
Dipende dal grado di perdita, dalla forma del canale e da come vivi. Lo stabilisce l’audioprotesista dopo la valutazione, che è gratuita.
La scelta del formato viene dopo la valutazione, non prima. Tre domande da farsi:
Il centro ti fa provare due o tre modelli nella tua fascia. Nella pagina prezzi trovi cosa cambia da una fascia all’altra.
Il RIC a 30 anni in ufficio, il ricaricabile a 75 per non cambiare pile: la scelta segue la vita, non l’età.
Il centro della tua zona te lo dice dopo una valutazione gratuita.